Gli scorci urbani e paesaggistici di Lia Spallino

Gli scorci urbani e i paesaggi di Lia Spallino, in cui le forme e i piani si frantumano e si semplificano in sagome geometriche, sono contraddistinti da una solidità plastica e compositiva sostenuta da un vivace cromatismo. Ritmici contrasti di colori puri e complementari dai riflessi metallici, di colori caldi e freddi, sottolineano i volumi e l’incastro geometrico dei piani; il colore, dato a corpo, si dilata in macchie che si campiscono in un severo reticolo, e perfino le pennellate a tasselli ordinati rivelano una loro interna geometria.
La linea imprime ritmo alla composizione e conferisce alle masse contorni taglienti e nitidi, mentre la luce zenitale, come una lama, frammenta le sagome degli edifici in solidi geometrici e piani intersecati, li attraversa e li penetra, e rende più vibrante la superficie pittorica.
I piani non si allineano in rapporto alla superficie del quadro, ma la compenetrazione prospettica di elementi vicini e lontani, interni ed esterni, fa sì che essi appaiano dislocati apparentemente alla rinfusa; sono i contrasti di figure geometriche semplici e colori la chiave per intendere l’intera organizzazione dello spazio della composizione e a determinare l’illusione di profondità.
Sebbene i dipinti di Spallino appaiono come una battaglia di volumi che raggiunge un alto livello di sintesi astratta, è del tutto fuori luogo parlare di astrazione o di “pittura pura”, poiché il punto di partenza, sempre riconoscibile nella rappresentazione, è e rimane la realtà oggettiva.
L’insistere sull’equilibrio compositivo dell’opera può essere messo in relazione con il principio della “realtà parallela alla natura” teorizzato da Cèzanne, secondo il quale il quadro non è altro che un campo di forze interagenti dove i contrasti tendono a un precario equilibrio. Sotto il profilo stilistico, infine, la rigorosa geometrizzazione degli scorci paesaggistici e urbani si può far risalire alle celebri vedute di Agrigento di Nicolas De Staël che hanno influenzato profondamente anche Franco Fasulo e Marilina Marchica.