Imago Hominis. Personale di Nazareno Spinelli. A Realmonte

Sabato 6 luglio alle ore 21.30 presso l’Area Pro Loco di Capo Rossello di Realmonte (via Antares) si inaugurerà la personale di scultura di Nazareno Spinelli dal titolo ‘Imago Hominis’, curata da Luca La Porta e patrocinata dalla Pro Loco e dalla Comunità del cibo di Realmonte. L’ingresso è gratuito.

Le sculture di Nazareno Spinelli, artista autodidatta, sono contraddistinte da una bellezza primitiva. Gli esemplari più significativi, infatti, raffigurano figure umane (da qui il titolo della mostra Imago Hominis) dalle proporzioni tozze, in uno stile surreale, soggettivo, non privo di accenti primitivistici. Alcuni di essi mimano modi di dire attinti dal folklore e dalla cultura popolare, non senza una punta di umorismo: in Fare l’indiano, una testa con un bel paio di orecchie d’asino simboleggia chi finge di non capire ciò che gli viene riferito o detto; in Ambiguità e Scalata, due figure bifronti alludono alla doppiezza d’animo degli ipocriti e degli arrivisti; in Simbiosi, madre e figlio, ricavati da un unico blocco di pietra, sono avvinghiati l’uno all’altro, tanto da sembrare una cosa sola. In molte opere si coglie un chiaro intento ludico, come in Testa di pera o in Testa di bimbo; O’ surdato inamorato, con il suo grande naso a punta, ricorda personaggi entrati nell’immaginario popolare, come Pulcinella o Pinocchio.
Queste sculture, per la loro durezza espressiva, appaiono affini tanto all’arte plebea romana quanto all’arte romanica e gotica. Ma il loro spontaneo ‘arcaismo’ non deriva dall’imitazione o dall’emulazione di un modello antico, ma dalla memoria filogenetica. Recenti studi hanno dimostrato che per gli artisti autodidatti è più facile entrare in una relazione di sensibilità con strati e forme culturali antichissimi, ovvero con quelle sopravvivenze formali e psichiche che Carl Gustav Jung ha chiamato ‘archetipi’, e invece lo storico dell’arte Didi Hubermann, riprendendo Aby Warburg, ha definito ‘immagini insepolte’. Nudi femminili, come La Generala e Venus, ad esempio, caratterizzati da un’accentuazione delle parti del corpo legate alla seduzione o alla maternità e alla generazione (seni, glutei…), sono inequivocabilmente rappresentazioni dell’archetipo della Dea Madre.
L’antico in Spinelli, intriso di reminiscenze di cultura popolare, è innanzitutto una sopravvivenza antropologica e non una rivisitazione filologica: se guardate attentamente, infatti, le sue sculture sono differenti da esemplari tardoantichi o romanici. Esse ci raccontano di un immaginario figurativo che si è impadronito dell’antico attingendo agli strati più remoti della memoria folklorica e dell’inconscio collettivo, per farne espressione visibile della propria straripante creatività.

INFO:
Imago Hominis
Mostra personale di Nazareno Spinelli, a cura di Luca La Porta
Realmonte(Ag), Capo Rossello, via Antares
Vernissage 6 luglio 2019 ore 21.30
Dal 6 al 30 luglio 2019
Ingresso gratuito