Guenica spiegata ai ragazzi

Arti visive / Critica d'arte

Le opere d’arte ci dicono sempre qualcosa: sul loro autore, sul tempo in cui sono state prodotte. Esse cercano sempre di trasmetterci un messaggio…

Il 26 aprile 1937, la città spagnola di Guernica viene rasa al suolo da un bombardamento aereo a cui partecipano 23 aerei dell’aviazione militare tedesca e 3 aerei dell’aviazione italiana.
Il bombardamento di Guernica avviene nel contesto della guerra civile spagnola, un conflitto combattuta tra il luglio 1936 e l’aprile 1939, che oppose: da una parte i nazionalisti, militanti dell’estrema destra guidati da capi militari dell’esercito spagnolo, sostenuti da Hitler e Mussolini, e dall’altra i repubblicani, militanti dell’estrema sinistra, fedeli al governo legittimo.
Il 1° maggio 1937, meno d’una settimana dopo, il pittore spagnolo Pablo Picasso si accinse a concentrare in una sola immagine la brutalità dell’aggressione a Guernica.
In che modo il soggetto ritratto nel dipinto sostiene il confronto con un fatto storico?
Nessuna pittura può presentare una sequenza di avvenimenti come lo può fare un film o un racconto.
Nel dipinto non si mostra nessun panorama della città con i suoi edifici bruciacchiati o i tetti scoperchiati, nessuna folla. La scena è limitata a un ambiente estremamente ristretto: l’angolo buio d’una stanza delimitato da pareti.

Ci sono nove figure, ognuna chiaramente distinta dalle altre:
• quattro donne,
• un bambino,
• una statura d’un guerriero,
• un toro,
• un cavallo,
• un uccello.

Per quanto concerne i personaggi troviamo che tanto le figure umane che gli animali sono investiti di eguale importanza. Quando determinati animali sono investiti d’uno status pari a quello degli attori umani, come è qui il caso, essi tendono a prendere il posto d’un determinato atteggiamento mentale. Il toro e il cavallo non esemplificano le mucche e i cavalli di Guernica, ma hanno un valore simbolico.

Il toro, con la sua verticalità, si situa al vertice della scena. Simboleggia la forza della Spagna. Tutte le altre figure sono rivolte verso di lui, e lo guardano con un atteggiamento di attesa, di implorazione, di speranza.

Il cavallo, la vittima passiva delle corride, impersona in maniera assai appropriata la lacerazione e il dolore fisico; il suo corpo occupa il centro della composizione e alla sua testa è affidata l’espressione più parlante della sofferenza.

L’uccello, tramite tra cielo e terra, allude all’immortalità dell’anima, dunque alla speranza del popolo spagnolo di risorgere dopo l’aggressione fascista a Guernica.

Protagoniste dell’azione sono le donne: Infatti Guernica al momento dell’attacco era soprattutto una città di donne e di bambini: gli uomini combattevano al fronte. Nella scelta di Picasso ci sono tuttavia ben altre ragioni: la presenza delle donne fa di Guernica l’immagine di un’umanità innocente, indifesa, quasi vittimizzata.

L’unico uomo, la statua d’un guerriero – metà scultura, metà essere umano – è poco più che un frammento, un piedistallo immobile. Ugualmente immobile è il toro, monumento – pure esso, più che attore – mentre le donne spingono urlano fuggono e cadono.

La città di Guernica dopo il bombardamento.

Il nemico non è presente. Nel dipinto non vi è cielo, nè vi sono aerei: esso parla d’una brutalità che colpisce dal nulla, parla di sofferenza e al tempo stesso di speranza, che, nonostante tutto, avrà comunque la meglio sulla morte e sulla barbarie. É questo il messaggio che Guernica cerca di trasmetterci.

Bibliografia:

R. Arnheim, L’immagine e le parole, a cura di Lucia Pizzo Russo e Carmelo Calì, Milano 2009, pp. 53-60.