Hieronymus: il giardino delle delizie. Ad Agrigento

Arti visive

A poco più di un anno di distanza dal cinquecentenario della morte di Hieronymus Bosch (1450-1516), il Museo Civico di Agrigento ospita la collettiva “Hieronymus: il Giardino delle Delizie”, a cura di Luca La Porta. La mostra è stata concepita come un omaggio al Trittico delle Delizie, l’opera più celebre di Bosch, oggi al Museo del Prado di Madrid, che delinea l’immagine di un anti-mondo dove il cosmo sociale appare disgregarsi per effetto dell’egoismo, della violenza, della guerra, e dei peggiori impulsi antisociali. Il tema della mostra è il grottesco, principio universale che ha reso popolare Bosch oltre i confini di linguaggio e cultura.

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Tommaso Serra, Giulio Azzarello: Bitumen. Le catacombe di Palermo

Arti visive / Fotografia

Sepolcri, cimiteri, catacombe, suscitano timore e mistero poichè rappresentano nell’immaginario comune il crinale che separa il mondo dei viventi da quello dei morti. C’è un luogo a Palermo dove la morte mostra un volto più prosaico che scabroso, in cui le mummie dei defunti, invece di essere sepolte e nascoste alla vista nel chiuso di un sarcofago, sono esibite in posizione eretta, vigile, attenta, e con le loro perenni smorfie ossute sembrano essere tanto vive da dare l’impressione di deridere chi le osserva.

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Le immagini in Mandami tanta vita di Paolo Di Paolo

Cultura visuale

In Mandami tanta vita il confronto tra immagine e parola delinea una stimolante interazione tra narrazione e visualità che dà vita ad una scrittura costantemente percorsa dalla tentazione di farsi immagine. L’autore ha incorporato nel tessuto narrativo immagini che da un lato diventano la rappresentazione degli stati d’animo e del rapporto con il mondo dei protagonisti, ma dall’altro, richiamando consuetudini visive cadute nell’obsolescenza, immettono il lettore nella temperie culturale degli anni Venti.

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Pietro Guadagnino, un pittore emigrante della seconda metà del XVIII secolo

Arti visive

Il canicattinese Pietro Guadagnino, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo, fu con ogni probabilità fratello di Francesco e Gaetano Guadagnino.
Distinguere lo stile di Pietro da quello del fratello Francesco non è affatto arduo, anche se tanto nell’opera dell’uno quanto in quella dell’altro si colgono gli echi di quel sofisticato filone della pittura classicista e accademica palermitana, che faceva capo a Vito D’Anna, aggiornato sui raggiungimenti stilistici delle più eminenti figure della scuola romana e napoletana: Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto, Luca Giordano, Carlo Maratta, Francesco Solimena.

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La Sicilia come un giardino di limoni nei dipinti di Giovanni Proietto

Arti visive

Le opere pittoriche di Giovanni Proietto – dipinti ad acrilico, tecniche miste, disegni a grafite, libri d’artista – contraddistinte dall’ estrema luminosità del registro cromatico, tutto risolto con colori puri, e da una semplificazione elementare e geometrizzante delle forme, tematizzano prevalentemente l’eros, la donna, la natura, il mito, la Sicilia. In linea con il principio cézanniano dell’arte come armonia parallela alla natura, Proietto ignora qualsiasi espediente prospettico e illusionistico e risolve la composizione del quadro in una rigorosa sintesi costruttiva che presenta analogie con la composizione musicale.

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Il mistero della vita nella fotografia di Tano Siracusa

Arti visive / Fotografia

Le fotografie scattate da Tano Siracusa durante i suoi numerosi viaggi in Marocco, dal 1984 al 2012, si collocano a metà strada tra il diario personale e il reportage. In esse, quasi dialetticamente, il passato si manifesta nel presente, proprio perché il Marocco che mostrano non è altro che una rievocazione delle atmosfere dell’infanzia del fotografo, quelle della Sicilia premoderna degli anni Cinquanta e Sessanta.

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